Ristoranti senza barriere, obblighi, verifiche e sanzioni

09 Nov
2015
Immagine di un ristorante con l'ingresso dotato di rampa removibile Immagine di un ristorante con l'ingresso dotato di rampa removibile

di Daniela Orlandi architetto

Quando e come adeguare un ristorante e renderlo accessibile secondo le norme in tema di superamento barriere architettoniche è un argomento di attualità, al centro delle discussioni in questi giorni.
Se si tratta di nuove strutture è scontato dover affrontare l’argomento Accessibilità, ma in caso di locali già esistenti le norme si declinano diversamente a seconda dei casi.
Un ristorante, come struttura privata aperta al pubblico, rientra nel campo di applicazione della legge 104/92 che prevede a sua volta la conformità alle disposizioni del DM 236/89.

Tale Decreto per le tipologie aperte al pubblico o destinate alla ristorazione prevede il rispetto del requisito della Visitabilità che  “si intende soddisfatto se almeno una zona riservata al pubblico, oltre a un servizio igienico, sono accessibili; deve essere garantita inoltre la fruibilità degli spazi di relazione e dei servizi previsti....”
In particolare la legge 104/92, all’articolo 24, indica tutta una serie di requisiti finalizzati al rispetto delle norme vigenti in tema di accessibilità, per tali tipologie, ampliando il campo di applicazione a tutte le opere edilizie.
Questa normativa impone che in caso di opere edilizie, il proprietario sia obbligato a rendere il locale accessibile o visitabile, eliminando gli eventuali ostacoli interni e dotandolo di servizi igienici utilizzabili anche da persone con sedia a ruote.
Anche nel caso di richiesta di modifica di destinazione d'uso, è necessaria una dichiarazione di conformità alle norme vigenti in materia di accessibilità e il rilascio del certificato di agibilità e di abitabilità è condizionato alla verifica tecnica della conformità dell'immobile.
La stessa legge 104 prevede che siano  dichiarate inabitabili e inagibili tutte le opere realizzate in edifici pubblici e privati aperti al pubblico che risultino non accessibili e nelle quali le difformità siano tali da rendere impossibile l'utilizzazione da parte delle persone con disabilità. Il progettista, il direttore dei lavori, il responsabile tecnico degli accertamenti per l'agibilità o l'abitabilità ed il collaudatore, ciascuno per la propria competenza, sono direttamente responsabili. Essi sono puniti con un’ammenda pecuniaria e con la sospensione dai rispettivi albi professionali per un periodo che va da uno a sei mesi.
Un ulteriore momento di verifica per i pubblici esercizi è dato nel rilascio delle autorizzazioni per l’apertura o il trasferimento di sede degli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. L’autorizzazione è rilasciata dal sindaco che accerta la conformità del locale ai criteri stabiliti con Decreto del Ministero dell’Interno. Tali disposizioni sono riportate nella legge del 25/8/1991 n.287, Aggiornamento delle normativa sull’insediamento e sull’attività dei pubblici esercizi. Questa legge prescrive che tali attività devono essere esercitate nel rispetto delle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica e igienico sanitaria.

Analizzato il “quando” passiamo a definire il “come” adeguare un locale di questo tipo.
Anche per i ristoranti si può osservare che, in generale,  le soluzioni per l’accessibilità, se adottate con criterio, non hanno dei costi elevati.
Il tutto va letto come un’opportunità da cogliere, un investimento per ampliare la fascia dei clienti potenziali.
Si pensa che i bagni accessibili, quindi “per tutti” anche se erroneamente definiti come bagni “per disabili”, debbano avere dimensioni ridondanti, ma non è così.
Si ritiene di dover utilizzare sanitari specializzati, ma la normativa tecnica non richiede simili soluzioni.
Per realizzare un bagno accessibile in un locale aperto al pubblico non bisogna acquistare sanitari dedicati, basta un water comune di congrua altezza, un lavabo senza colonna e un sostegno laterale, un semplice corrimano posto su un lato del water.
Per i servizi igienici non vi è più l’obbligo di dimensioni minime di 180 x180 cm, ma molti ancora non lo sanno.
E’ previsto dalle normative vigenti la realizzazione di bagni accessibili con dimensioni contenute, in caso di adeguamento, purchè rispondenti ai criteri prestazionali indicati dal DM 236/89.

Superabile, canale senza barriere, ha una sezione che presenta delle soluzioni spaziali minime per servizi igienici in locali aperti al pubblico. Alcune di queste sono state pubblicate in un documento della Regione Lazio che affronta, tra l’altro, il tema delle soluzioni spaziali innovative in merito all’accessibilità: BURL (Bollettino Ufficiale Regione Lazio) 20 giugno 2001, Deliberazione della Giunta Regionale 27/3/2001 n.424. Normativa barriere architettoniche, verifiche ed autorizzazioni. Linee guida.
Si rimanda all’Esperto Risponde di Superabile per avere informazioni e consulenze su questi argomenti ed a questa sezione specifica: Bagni con spazi minimi

Certamente in presenza di gradini o di rampe di scale i problemi si complicano.
Tuttavia un gradino all’ingresso di un locale è facilmente superabile con una piccola rampa. Vi sono rampe removibili e portatili, maneggevoli e di semplice apertura che possono essere usate al momento.
Come esempio si potrebbe citare un’esperienza fatta in un ristorante di Londra che apparentemente risultava inaccessibile per un gradino all’ingresso. Come abbiamo manifestato la nostra intenzione ad entrare è uscita una cameriera che ha montato una rampetta mobile, permettendoci di entrare comodamente. Probabilmente oltre alla rampa in sé il personale aveva anche una preparazione per accogliere la clientela, con disabilità o meno.

Le barriere vanno prima superate nelle nostre menti, poi forse riusciremo ad eliminarle anche nel mondo fisico.

(DO)

 

Foto: ristorante di Londra con rampetta removibile all'ingresso.Agosto 2012. Foto di Daniela Orlandi. 

 

Quadro normativo

 Decreto Ministeriale - Ministero dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236.

"Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche."

 Legge 5 febbraio 1992, n. 104

"Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate."

 Legge 104/92 articolo 24. Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche. –

1. Tutte le opere edilizie riguardanti edifici pubblici e privati aperti al pubblico che sono suscettibili di limitare l'accessibilità e la visitabilità di cui alla legge 9 gennaio 1989, n. 13 , e successive modificazioni, sono eseguite in conformità alle disposizioni di cui alla legge 30 marzo 1971, n. 118, e successive modificazioni, al regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384, alla citata legge n. 13 del 1989, e successive modificazioni, e al citato decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236.

 Omissis

 3. Alle comunicazioni al comune dei progetti di esecuzione dei lavori riguardanti edifici pubblici e aperti al pubblico, di cui al comma 1, rese ai sensi degli articoli 15, terzo comma, e 26, secondo comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47, e successive modificazioni, sono allegate una documentazione grafica e una dichiarazione di conformità alla normativa vigente in materia di accessibilità e di superamento delle barriere architettoniche, anche ai sensi del comma 2 del presente articolo.

 4. Il rilascio della concessione o autorizzazione edilizia per le opere di cui al comma 1 è subordinato alla verifica della conformità del progetto compiuta dall'ufficio tecnico o dal tecnico incaricato dal comune. Il sindaco, nel rilasciare il certificato di agibilità e di abitabilità per le opere di cui al comma 1, deve accertare che le opere siano state realizzate nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di eliminazione delle barriere architettoniche. A tal fine può richiedere al proprietario dell'immobile o all'intestatario della concessione una dichiarazione resa sotto forma di perizia giurata redatta da un tecnico abilitato.

 Omissis

 6. La richiesta di modifica di destinazione d'uso di edifici in luoghi pubblici o aperti al pubblico è accompagnata dalla dichiarazione di cui al comma 3. Il rilascio del certificato di agibilità e di abitabilità è condizionato alla verifica tecnica della conformità della dichiarazione allo stato dell'immobile.

 7. Tutte le opere realizzate negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico in difformità dalle disposizioni vigenti in materia di accessibilità e di eliminazione delle barriere architettoniche, nelle quali le difformità siano tali da rendere impossibile l'utilizzazione dell'opera da parte delle persone handicappate, sono dichiarate inabitabili e inagibili. Il progettista, il direttore dei lavori, il responsabile tecnico degli accertamenti per l'agibilità o l'abitabilità ed il collaudatore, ciascuno per la propria competenza, sono direttamente responsabili. Essi sono puniti con l'ammenda da lire 10 milioni a lire 50 milioni e con la sospensione dai rispettivi albi professionali per un periodo compreso da uno a sei mesi.

 

Fonte: www.superabile.it

http://www.superabile.it/web/it/canali_tematici/senza_barriere/spazi_ed_edifici/spazi_ed_edifici_pubblici/info1702583741.html

Daniela Orlandi

Sono Daniela Orlandi, architetto e giornalista pubblicista, impegnata sui temi della progettazione inclusiva.

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